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Cenni Storici

CENNISTORICI

Castel d'Ario è un paese dalla storia antica ma dal nome recente. L'attuale toponimo risale al 1867 (prima si chiamava Castellaro), quando un Regio Decreto emanato dal Ministro dell'Interno ordinava di modificare i nomi di paese più diffusi, tra cui quello di Castellaro, onde evitare disguidi nella corrispondenza postale della nuova Italia unita. Venne dunque scelto, su suggerimento del poeta Carducci amico dell'allora assessore Luigi Boldrini, l'attuale nome di Castel d'Ario. Già prima, comunque, il precedente e più diffuso Castellaro era definito Trentino se ne parlavano i Mantovani, o Mantovano se ne parlavano i Trentini.
Per sette secoli infatti (1082-1796) il paese fu feudo del vescovo di Trento anche se dal 1275 al 1708 venne continuamente sub-infeudato ai signori di Mantova, prima i Bonacolsi e poi i Gonzaga. Governato direttamente da Trento dopo la morte dell'ultimo Gonzaga (1708) e fino all'avvento di Napoleone, il paese entra a far parte della provincia mantovana proprio sotto la dominazione francese e, come Mantova, è poi retto dagli Austriaci fino al 1866, quando è annesso al Regno d'Italia. Un risultato ottenuto grazie alle tre guerre di Indipendenza, durante le quali ben 48 giovani castellaresi si arruolano come volontari, alcuni tra le file dei garibaldini. I loro nomi sono incisi sulla lapide davanti al municipio, sotto il profilo in bronzo dell'Eroe dei Due Mondi.
Il profilo è quanto resta di un monumento, eretto sulla piazza nel 1883 e smantellato mezzo secolo dopo perché di ostacolo e pericoloso per il nuovo tracciato della strada statale che attraversa il paese. Di Garibaldi è rimasto il nome alla piazza, prima detta dell'Olmo, e poi dedicata a lui. Ma è pure sopravvissuto un certo spirito garibaldino, in quanto i volontari reduci hanno promosso le prime associazioni di mutuo soccorso che hanno caratterizzato la vita sociale del paese per circa un secolo e l'ultima delle quali, la Società Operaia di Previdenza, dura tuttora quale erede di un patrimonio culturale e anche materiale di tutto rispetto (è suo l'unico teatro locale denominato "Casa del Popolo").
Il patrimonio-simbolo del paese è il castello medievale, ricco di storia millenaria come attestano il rinvenimento delle ossa di sette prigionieri (tre membri della famiglia Pico della Mirandola e quattro della famiglia Bonacolsi) morti di fame ad inizio Trecento nel mastio interno, o gli affreschi con gli stemmi scaligeri della seconda metà del Trecento al piano nobile del palazzo pretorio, l'unico edificio recentemente restaurato e utilizzato come luogo di rappresentanza e di spettacoli, oltre che sede della Biblioteca comunale e Sala Consigliare.
La imponente ed articolata struttura del castello conserva intatti anche il perimetro delle mura e la mole della torre interna, che da metà Ottocento, data del rinvenimento, è detta Torre della Fame.
Ricchi di storia sono altri beni architettonici, come la chiesa parrocchiale, eretta a metà Settecento su progetto dell'architetto veronese Girolamo Dal Pozzo; il municipio di poco posteriore, le grandi corti rurali a cominciare da quella di Susano (con annesso convento e chiesetta, ora restaurati e convertiti ad altri usi) di proprietà dei Gonzaga e dei loro discendenti fino all'unità d'Italia.

Importanti per la storia locale sono anche personaggi come il poliedrico Luigi Boldrini (1826-94) patriota, giornalista, amministratore, educatore e benefattore che ha donato al Comune i locali per la Scuola materna e molti beni; e il coevo don Francesco Masè (1808-84), parroco dai molteplici interessi che ha ottenuto riconoscimenti come matematico, botanico, archeologo e storico.
In campo letterario emergono figure come il poeta dialettale don Doride Bertoldi (1869-1931), casteldariese d'adozione per essere stato parroco della frazione Villagrossa per oltre trent'anni, lo scrittore poliglotta Francesco Pinelli (1907-85), il commediografo e poeta Angelo Lamberti (nato nel 1942).
Fra gli artisti, lo scultore Giuseppe Menozzi (1895-1976) che a Castel d'Ario ha realizzato tra l'altro il monumento ai caduti e il busto di Tazio Nuvolari, e un nutrito numero di pittori tra cui: l'originale Cesare Betti (1891-1970), meglio conosciuto come "Poldo"; il chiarista Cesare Carantini (1908-98); il contemporaneo Antonio Haupala (nato nel 1956) inconfondibile nei richiami esotici pur nella quotidianità dei soggetti.
Importanti sono anche vari campioni sportivi tra cui, negli anni '60 e '70 del Novecento, i fratelli Mantovani: Roberto e Claudio distintisi nel calcio; Vincenzo nel ciclismo. Ai giorni nostri, le coppie di pattinaggio artistico formate da Alessandro Piva e Anna Remondini; Diego Brun e Giulia Giannelli, hanno vinto titoli nazionali, europei e mondiali.

Certamente il personaggio più conosciuto, la cui fama va oltre i successi sportivi tanto da farlo diventare un mito, è Tazio Nuvolari, nato a Castel d'Ario il 16 novembre 1892.
Impossibile riassumere in poche righe la vita e le imprese sportive del grande campione. Su di lui sono stati scritti numerosi libri e centinaia di articoli di giornali e riviste.
La scheda che segue è tratta da una pubblicazione tutta casteldariese, curata nel 1994 da ragazzi della terza media locale, dove il personaggio Nuvolari è presentato con una scheda sintetica, ma esauriente.

TAZIOPICCOLO Scheda vita e imprese Tazio Nuvolari