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La Popolazione

LAPOPOLAZIONE

Il territorio casteldariese è sempre stato caratterizzato dall'attività agricola per cui la maggior parte della popolazione viveva attorno alle grandi corti padronali, fulcro di quelle che fino a pochi anni fa si chiamavano frazioni: Susano, Villa Cavallerio, Villagrossa e anche Pampuro, ceduto nel 1844 al Veneto senza alcun contraccambio.
I pochi esercizi commerciali erano fin dal tardo medioevo nel capoluogo, nella cittadella fortificata della Bastiglia che si estendeva attorno alla chiesa parrocchiale e all'adiacente cimitero. Le difese della Bastiglia erano costituite da un doppio fossato alimentato dalla Molinella, da steccati e da due ingressi ben controllati.
Gli abitanti, inferiori al migliaio fino a tutto il Seicento, si avvicinano ai duemila a inizio Ottocento. Si è dunque verificato, nel secolo intermedio, un sensibile incremento demografico, che ha provocato la prima espansione edilizia dilatando l'originario e minuscolo centro abitato oltre le fosse. Si crea un nuovo polo attorno alla Piazza, che viene contornata da case con portici e negozi in direzione della strada per Mantova e dal municipio e da altre abitazioni importanti nella direzione opposta.
Negli ultimi decenni dell'Ottocento, in seguito al tracciato della linea ferroviaria Mantova-Monselice, che attraversa l'abitato a sud del centro, il paese si espande in quella direzione, creando nuovi segmenti stradali, primo fra tutti il lungo ed ampio viale della "Stazione" (poi viale della Rimembranza) e nuovi quartieri. A quell'epoca la popolazione si avvicina ai tremila abitanti.
Un secolo dopo, un nuovo aumento degli abitanti (che ora stanno raggiungendo le cinquemila unità) segna un boom edilizio non solo in ambito privato, ma anche nell'insediamento di attività artigianali, commerciali e industriali, per le quali sono state previste apposite aree. Lo spazio rurale è risultato stravolto, ma si sono rispettati i monumenti storici.